II CONGRESSO NAZIONALE Società Italiana di Fisioterapia (S.I.F.)

Posted on aprile 19, 2012
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Aprile : mese della prevenzione dell’Ictus Cerebrale

Posted on aprile 18, 2012
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                 Dal 21 al 28 Aprile, in migliaia di farmacie italiane, sarà possibile effettuare gratuitamente la misurazione della pressione con l’innovativo apparecchio della MICROLIFE, che rileva anche la Fibrillazione Atriale,causa di oltre il 20% degli ICTUS.

Clicca quì per l’elenco delle farmacie in formato pdf

PROBLEMI DI COMPORTAMENTO PER I BAMBINI CHE RUSSANO

Posted on aprile 18, 2012
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I bambini che russano, o hanno problemi respiratori notturni, sono piu’ a rischio degli altri di incappare crescendo in problemi comportamentali. Lo rivela uno studio condotto su 11 mila bimbi britannici e pubblicato su Pediatrics. Apnee notturne e russamento, dunque, favoriscono il manifestarsi, con la crescita, di problemi come l’iperattivita’ nei piccoli. Secondo la responsabile del team di ricerca, Karen Bonuck, i problemi del sonno a lungo andare potrebbero danneggiare lo sviluppo del cervello dei bambini. Una stima suggerisce che un bimbo su 10 russa regolarmente e il 2-4% soffre di apnea del sonno. Spesso la colpa e’ di tonsille o adenoidi ingrossate. Ma se negli adulti questi problemi possono provocare una sonnolenza diurna, nei bambini alcuni studi avevano gia’ puntato il dito su deficit di attenzione e iperattivita’. I ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine alla Yeshiva University di New York hanno voluto vederci chiaro. Cosi’ hanno coinvolto i genitori di 11 mila bimbi (inclusi nell’Avon Longitudinal Study of Parents and Children, un progetto di ricerca britannico), invitandoli a compilare un questionario in cui sono stati registrati sia il livello di russamento e apnea nei primi sei o sette anni di vita dei figli, sia la propria valutazione del comportamento dei bambini. Cosi’ si e’ visto che bambini con problemi di respirazione durante il sonno hanno tra il 40% e il 100% di probabilita’ in piu’ di sviluppare “problemi neurocomportamentali” dall’eta’ di sette anni, spiega Bonuck. La ricercatrice pensa che i disturbi respiratori durante il sonno potrebbero causare problemi comportamentali in diversi modi: riducendo l’apporto di ossigeno al cervello, interrompendo i processi di “recupero” legati al sonno, o con uno squilibrio di sostanze chimiche cerebrali. “Questo studio mostra chiaramente che i sintomi” respiratori notturni “precedono i problemi comportamentali e suggerisce che i primi siano all’origine dei secondi”.

rip da Sanitanews

L’ATTIVITA’ FISICA CAMBIA IL DNA

Posted on aprile 18, 2012
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I ricercatori svedesi hanno dimostrato, in uno studio su Cell Metabolism, che quando uomini e donne sani, ma inattivi si allenano, anche solo per pochi minuti, provocano un cambiamento immediato del loro Dna muscolare. E, cosa ancor piu’ particolare, sembra che anche la caffeina del caffe’ del mattino potrebbe influenzare i muscoli nello stesso modo. Il codice genetico nel muscolo umano non cambia con l’esercizio fisico, ma le molecole di Dna all’interno dei muscoli dopo l’attivita’ fisica sono chimicamente e strutturalmente alterate. Inoltre secondo gli scienziati queste modifiche al Dna, in punti ben precisi, sembrano essere eventi precoci cruciali nella riprogrammazione genetica del muscolo per la resistenza e in vista degli effetti benefici strutturali e metabolici dell’esercizio. “I nostri muscoli sono davvero di plastica”, commenta Juleen Zierath del Karolinska Institutet in Svezia. “Spesso si dice che siamo quello che mangiamo, ebbene il muscolo si adatta a cio’ che si fa. Se non si usa, si perde, e quello che abbiamo messo in luce e’ uno dei meccanismi che permettono che cio’ accada”. Per approfondimenti

RIABILITAZIONE DOMICILARE

Posted on aprile 18, 2012
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DALL’UE UNA PIATTAFORMA VIRTUALE PER LA RIABILITAZIONE DOMICILARE

Sconfiggere i postumi dell’ictus grazie alla realta’ virtuale, con un programma di riabilitazione da seguire a casa propria. Sviluppare e testare sul campo una piattaforma tecnologica ad hoc e’ l’obiettivo del progetto Rewire, Rehabilitative Wayout in Responsive Home Environments, finanziato dall’Unione europea per 2 milioni e 730 mila euro nell’ambito del 7° Programma Quadro, e coordinato dall’universita’ degli Studi di Milano. Rewire coinvolge 9 strutture universitarie europee e due partner commerciali italiani, Ab.Abacus Srl e Technogym Spa. L’idea alla base del progetto Rewire – si legge in una nota dell’ateneo milanese – e’ “assemblare componenti commerciali economici e semplici in modo molto robusto e affidabile, per realizzare un Sistema sanitario personalizzato con l’obiettivo di trasformare l’ambiente domestico, nel quale il paziente si sente piu’ a suo agio, in un beneficio terapeutico”. Lo scopo finale e’ “consentire ai pazienti dimessi dall’ospedale di continuare la riabilitazione a casa, in modo intensivo e sotto la supervisione ‘remota’ da parte dell’ospedale stesso”. Oltre a un beneficio per i malati, si punta a ridurre i costi sanitari legati a una delle principali cause di disabilita’ nell’adulto. Costi che spesso gravano sulle famiglie, considerando che “i servizi sanitari nazionali sono saturi” e, “di conseguenza, i pazienti sono costretti ad affidarsi sempre piu’ a centri di riabilitazione al di fuori degli ospedali pubblici”. La piattaforma Rewire e’ formata da una Stazione paziente (PS), una Stazione ospedale (HS) e una Stazione di collegamento (NS). La PS viene utilizzata a domicilio del malato e gli permette di eseguire gli esercizi pianificati dai medici in ospedale. Il movimento del paziente e la sua interazione con l’ambiente virtuale verranno acquisiti, e l’attivita’ quotidiana svolta verra’ monitorata da una rete di sensori corporei. HS viene usata dallo staff clinico ospedaliero, che potra’ adattare e monitorare gli esercizi del programma di riabilitazione a domicilio. Inoltre, la HS offre ai pazienti l’accesso a documenti informativi sulla loro patologia e la possibilita’ di interagire con altri malati grazie agli strumenti tipici del Web 2.0. NS, infine, e’ installata a livello regionale e’ consente di analizzare i dati acquisiti giorno per giorno, per confrontare e interpretare i risultati provenienti da diverse popolazioni di pazienti. Verranno sviluppate tecniche avanzate di ‘Data mining’ – conclude la nota – per scoprire le caratteristiche e i trend dei trattamenti di riabilitazione proposti dai diversi ospedali.

rip. da Sanitanews